Ho realizzato molte di queste sculture quando ero studente della scuola di Scultura all’Accademia di Belle Arti. Le fotografie sono state fatte con una vecchia macchina fotografica a rullino. A quei tempi le fotocamere digitali erano un lusso per pochi e quelle esistenti scattavano foto a 2 megapixel di risoluzione massima.

Ho iniziato ad amare questa disciplina imparandola dal mio professore di Liceo Artistico: Dino Cunsolo.

Oltre ad avere imparato a modellare, da lui ho appreso la mentalità o parte di essa, dell’artista professionista.

Con una schiettezza a dir poco mastodontica, ha educato me e i miei compagni alla vita vera; al fatto che fuori dalla scuola le cose funzionano diversamente.

Che l’artista non fa quello che vuole, ma per vivere di questo lavoro bisogna affrontare le commissioni e soddisfare le richieste dei clienti.

La bravura, da sola non basta, serve perseveranza e un bagno d’umiltà nel gestire i rapporti con le persone. Io ho tanto da imparare, ma ho avuto delle forti basi, sulle quali fondo gran parte del mio modo di viviere e di essere. Grazie ad esse, a differenza di molti ex studenti, io riesco a guadagnare dal mio lavoro, se non di scultore, di disegnatore.

Non ho abbandonato la mia passione per la scultura, anzi la fiamma dentro di me arde vivamente.

Purtroppo modellare e scolpire sono attività, che se devono essere fatte bene, necessitano di spazi grandi dove lavorare, sporcare e fare rumore.

Dopo il periodo di studio accademico, iniziai per motivi di famiglia una lunga serie di traslochi tra Catania e Roma. Decidetti, all’epoca, ero poco più che ventenne, di concentrare i miei sforzi sulla grafica.

Questa, é una di quelle attività che si possono fare in piena notte, senza disturbare nessuno, in silienzio davanti al computer.